Mimosa nera

Acacia mearnsii De Wild.

Autore: ClimateWatch_Australia
Licenza: CC BY-NC

Acacia mearnsii De Wild (Fabaceae) è una specie legnosa sempreverde, dal portamento arboreo o arbustivo, originaria dell’Australia sudorientale e della Tasmania. Può raggiungere un’altezza di 6-15 m e a un diametro di 10-45 cm. La corteccia si presenta liscia, ondulata alla base, nera o grigia. Le foglie sono  bipennate di colore verde scuro lucido superiormente e di colore simile o leggermente più chiaro inferiormente. Le infiorescenze sono composte da capolini globosi compatti e molto densi (20-40 fiori) giallo pallido o crema. I legumi, da diritti a ricurvi, lunghi 3–15 cm e larghi 4,5–8 mm, sono coriacei, neri, rosso-marroni o marrone scuro, leggermente scabri e pubescenti.

  • regno

    Plantae

  • divisione

    Tracheophyta

  • classe

    Magnoliopsida

  • ordine

    Fabales

  • famiglia

    Fabaceae

  • sinonimi principali

    Acacia decurrens var. mollis Lindl.

  • nome inglese

    Black wattle

Autore: Garry French
Licenza: CC BY-NC

Autore: Helen Schofield
Licenza: CC BY-NC

Autore: Anthony Kurek EntSocVic
Licenza: CC BY-NC

Autore: David Hoare
Licenza: CC BY-NC-SA

area di presenza naturale

La specie è originaria dell’Australia sud-orientale e della Tasmania.

area di introduzione

Nel mondo, Acacia mearnsii è stata introdotta in oltre 150 Paesi. Sud Africa e Brasile hanno vaste coltivazioni di questa specie, impiegata per lo più per la produzione di tannini e per l’esportazione di cippato.
In Europa la sua introduzione (Italia, Francia, Corsica, Portogallo e Madeira, Spagna, Turchia) è legata per lo più all’uso ornamentale della specie.

distribuzione in italia

In Italia è poco diffusa e risulta presente solo in Sardegna in alcuni siti da nord a sud dell’isola.

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biologia ed ecologia

Questa specie preferisce ambienti tendenzialmente caldi (T medie annue tra i 14 e i 28 °C) e umidi, ma tollera anche condizioni differenti, tra cui aree mediterranee o temperate e tropicali. Può crescere su una varietà di substrati diversi, tra cui basalto, dolerite, granito e arenaria, ma è comune su terreni derivati da scisti e ardesie metamorfiche. I terreni migliori per A. mearnsii sono umidi, relativamente profondi, di consistenza leggera e ben drenati, anche se spesso si trova su terreni moderatamente pesanti e occasionalmente su terreni poco profondi.
L'apparato radicale non è particolarmente profondo, con uno sviluppo per lo più superficiale e radici piuttosto corte, fattore che la rende soggetta a schianti da vento.
Nonostante mostri una certa adattabilità a condizioni ambientali anche al di fuori del suo range ottimale,  A. mearnsii è sensibile a siccità prolungate e al freddo (T inferiori ai -4/-5°C).
Si tratta di una specie a rapido accrescimento (fino a 3 m di altezza all’anno nei primi tre-cinque anni di vita) e la cui vita media è dell’ordine dei 10-20 anni. Inoltre, è caratterizzata da un'alta efficienza riproduttiva: gli individui cominciano a fiorire a 20 mesi e a produrre semi già a tre anni. L’impollinazione è principalmente incrociata (rara l’autoimpollinazione), sfruttando il vento o insetti non specifici (apoidei, coleotteri e ditteri). A maturità è in grado di produrre quantità ingenti di semi, che vanno a formare un’importante soil seed bank (7500-20000 semi/mq) nell’area intorno alla pianta madre. I semi possono essere dispersi a breve distanza dal vento o coprire lunghezze maggiori grazie al trasporto lungo corsi d’acqua o da parte di formiche, piccoli mammiferi (roditori) e uccelli.
In Europa, la riproduzione sessuale è l’unico meccanismo riproduttivo noto per la specie. In letteratura è indicato che A. mearnsii sia anche in grado di emettere polloni dalle radici basali o da ceppi a seguito del passaggio del fuoco o di taglio.

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vettori di introduzione

In Sud Africa e Brasile le vaste coltivazioni di A. Mearnsii sono dovute all'impiego della specie per lo più per la produzione di tannini da utilizzare in diverse filiere produttive (es. concia del cuoio, adesivi per elementi lignei, flocculanti per acqua e altri prodotti nell’industria alimentare e chimica) e per l’esportazione di cippato (legno ad alta densità). Inoltre, è una specie utilizzata anche per il restauro di siti degradati e il consolidamento di aree instabili.
La sua introduzione in Europa è legata per lo più all’uso ornamentale della specie.
In Italia è stata introdotta inizialmente come specie da utilizzare per rimboschimenti, ma oggi questa via d’introduzione non è più da ritenersi attiva. Tuttavia, poiché è stata rinvenuta molto recentemente (luglio 2025) e questa specie è facilmente confondibile con A. dealbata, non si può escludere che possa essere ancora acquistata o scambiata (sotto forma di piante o semi), soprattutto attraverso siti di e-commerce o forum amatoriali, anche con nomi generici (ad es. "mimosa") o identificazioni errate. 

impatti

L’impatto più rilevante e probabile di Acacia mearnsii in Europa riguarda la perdita di biodiversità. La specie è altamente competitiva e tende a formare popolamenti densi e monospecifici, causando la sostituzione della vegetazione nativa e la trasformazione della struttura e del funzionamento degli ecosistemi. Inoltre, può alterare le condizioni di luce nell’arco dell’anno, con possibili impatti sulla comunità nativa degli strati inferiori della vegetazione.
In Italia, gli impatti più evidenti sono associati agli ecosistemi ripariali dove, a causa della forte competizione esercitata, riduce la presenza e l'abbondanza di specie native tipiche. La colonizzazione delle rive fluviali può contribuire alla destabilizzazione degli argini, aumentando il rischio di erosione e alterando la dinamica fluviale.

metodi di gestione

Per controllare i vettori di diffusione involontari è sostanziale non movimentare suoli contaminati da propaguli vitali di A. mearnsii e non abbandonare nell'ambiente scarti vegetali che possano portare semi.
Al di fuori di strategie di gestione pianificate, sarebbe meglio evitare sfalci o tagli, ma qualora necessari, è necessario agire al di fuori del periodo di fruttificazione. Una adeguata pulizia dei mezzi e delle attrezzature utilizzate in queste operazioni evita la diffusione involontaria di semi.
In caso di presenza diffusa della specie si può intervenire con la rimozione manuale (efficace solo su plantule o piante molto giovani), o con metodi di controllo meccanico (es. taglio a raso, pacciamatura, cercinatura) da eseguire in maniera continuativa fino a esaurimento delle piante.
Le tecniche di controllo integrato, nelle quali l'azione meccanica è rafforzata dall'uso di fitofarmaci, spesso forniscono buoni risultati già dai primi interventi.
L'iniezione di prodotti fitosanitari può essere applicata anche come tecnica esclusiva, talvolta anche nelle operazioni di follow-up per intervenire sui ricacci da ceppaia o da radice.
La gestione di A. mearnsii non può prescindere il controllo della soil seed bank, con metodologie quali il fuoco prescritto, la solarizzazione, l'interramento.

Scheda realizzata da: ISPRA