Gelso da carta

Broussonetia papyrifera (L.) L'Hér. ex Vent.

Autore: Melanie Welch
Licenza: CC BY-NC

Broussonetia papyrifera è una specie arborea caducifoglia in grado di raggiungere i 20 m d’altezza, sebbene al di fuori dell’areale di origine in genere non supera i 10 m o si presenta sottoforma di arbusto con ampie chiome quasi tubulari.
Il fusto presenta una corteccia di colore chiaro e lascia trasparire dalle screpolature lo strato sottostante bruno-violaceo, mentre i giovani rami sono ispidi e ruvidi e contenenti un lattice biancastro. Le foglie sono alterne, verde-grigie, ispide e ruvide, con picciolo di 2-8 cm e stipole alla base, e lamina da ovata a ellittico-ovata, intera o con 3-5 lobi su 3/4 della superficie di 4-18×5-12 cm, pubescenti sulla pagina inferiore e scabre su quella superiore. La base fogliare è cordata e asimmetrica, l’apice acuminato e il margine grossolanamente seghettato.
I fiori sono unisessuali, maschili e femminili su individui separati (pianta dioica); le infiorescenze maschili ad amento lungo 3-8 cm, sono pendule, con fiori a calice 4-lobato, senza corolla e 4 stami inflessi nel boccio; le infiorescenze femminili possiedono capolino globoso, con i singoli fiori ridotti a un perianzio di 4 piccoli denti contornanti l’ovario. Il frutto è rosso-aranciato, globoso, di 1.5-3 cm di diametro, pubescente e con sparse setole rigide, costituito dall’accrescimento dei perianzi fusi, come nel gelso, in un sincarpio carnoso (sorosio).

  • regno

    Plantae

  • divisione

    Tracheophyta

  • classe

    Magnoliopsida

  • ordine

    Rosales

  • famiglia

    Moraceae

  • sinonimi principali

    Morus papyrifera L.
    Papyrius papyriferus (L.) Kuntze

  • nome inglese

    Wauke,  Paper mulberry

Autore: Daderot
Licenza: CC0

Autore: Didier Descouens
Licenza: CC BY-SA 4.0

Autore: Sebastian Ćato
Licenza: CC BY-NC

Autore: Didier Descouens
Licenza: CC BY-SA 4.0

area di presenza naturale

Originaria dell’Asia orientale, in particolare di Cina, Corea e Giappone.

area di introduzione

Storicamente è stata introdotta in numerose regioni del mondo per usi ornamentali, produttivi e culturali, in particolare per la produzione tradizionale della carta. Risulta invasiva in diverse regioni del globo, in particolare in Ghana, Argentina, Filippine, Pakistan, India e Stati Uniti.

distribuzione in italia

In Italia B. papyrifera è stata introdotta a partire dal XVIII secolo e risulta ampiamente diffusa e naturalizzata in gran parte del territorio nazionale (ad eccezione della Valle d’Aosta), con una maggiore concentrazione nelle regioni centro-settentrionali e lungo le principali aree urbanizzate e infrastrutturali.
Il grado di invasività, tuttavia, cambia molto tra le diverse regioni: nel Nord della penisola risulta invasiva quasi ovunque (Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia ed Emilia-Romagna), con l’eccezione del Trentino Alto Adige, dove la specie è naturalizzata; al centro-sud è invasiva in Toscana e Lazio, mentre è naturalizzata nelle Marche, Umbria, Abruzzo, Molise, Campania, Calabria e Sicilia. Infine, è presente come casuale in Liguria, Puglia, Basilicata e Sardegna.

News

biologia ed ecologia

B. papyrifera è una specie pioniera dei climi caldi e umidi caratterizzati da abbondanti precipitazioni (2500 mm/anno), sebbene possa sopravvivere a inverni più rigidi, come quelli europei, e persistere in condizioni di minore piovosità (700-2500 mm/anno) rendendola così in grado di colonizzare diverse aree geografiche con differenti climi.
Si insedia su suoli umidi, ben drenati a granulometria fine e leggeri. Predilige esposizioni soleggiate, ma può tollerare l'ombreggiamento, benché in questi casi la sua crescita non sia ottimale. È una specie in grado di tollerare e di approfittare di condizioni perturbate, colonizzare habitat ruderali, margini stradali e sponde fluviali; più di rado può stabilirsi in ambiti più naturali, persistendo ai margini di boschi termofili o entrando in contatto con formazioni prative magre o arbusteti.
B. papyrifera è un albero ad accrescimento rapido (fino a 3-4 m nei primi 6 mesi di vita) in grado di propagarsi sia per seme che per via vegetativa. L'impollinazione è anemofila ed entomofila. Può produrre migliaia di piccoli semi leggeri, che sono dispersi dagli uccelli e dal vento.
La propagazione per via vegetativa avviene tramite l'emissione di polloni radicali, in particolare a seguito di tagli alla base degli individui. La pianta è in grado di propagarsi anche attraverso la diffusione di frammenti come talee e radici, portando alla creazione di formazioni monospecifiche, conferendo a questa specie un elevato grado di invasività.

News

vettori di introduzione

La sua introduzione in Europa ed in Italia è senza dubbio legata al commercio come pianta ornamentale e per la produzione di carta. In tempi più recenti non si può escludere che possa essere stata acquistata o scambiata (sotto forma di piante o semi), soprattutto attraverso siti di e-commerce o forum amatoriali, anche con nomi generici, sinonimi (ad es. Papyrius papyrifera [L.] Kuntze), binomi scientifici errati o identificazioni errate.
L’ampia distribuzione che ha raggiunto in alcuni Stati, è proprio legata alla frequente coltivazione e, spesso, al successivo abbandono nell’ambiente di scarti vegetali vitali derivati dal taglio della pianta.
Un’altra possibile via d’introduzione e diffusione è la movimentazione di suoli contaminati da propaguli vitali, ovvero di semi vitali.
I frutti di B. papyrifera sono consumati da diversi tipi di uccelli e piccoli animali che potrebbero disperderne i semi.
L’acqua può altresì avere un ruolo nella dispersione lungo i corsi d’acqua o i canali d’irrigazione.

impatti

Rapporti con l’uomo, impatto sanitario e socioeconomico

In alcuni paesi B. papyrifera pone problemi significativi per l'agricoltura a causa della sua competitività e dei meccanismi allelopatici. Inoltre, a causa del vigore dei polloni radicali, può arrecare ingenti danni a manufatti e pavimentazioni.
Può causare gravi allergie a causa del polline e può quindi essere all’origine d’importanti problemi di salute pubblica. Oltre a ciò, sono stati riportati avvelenamenti mortali di animali domestici (pecore e vitelli) in seguito all'ingestione di parti della pianta.

Impatto sugli ecosistemi

In ambienti disturbati B. papyrifera compete con le specie native in modo efficace, soprattutto nelle prime fasi della successione ecologica, creando rapidamente popolamenti monofitici che escludono le altre specie inibendone, ovvero limitandone il rinnovamento e modificando le condizioni di luce al suolo. È in grado di assorbire grandi quantitativi d'acqua, con effetti negativi sulla disponibilità idrica per le altre piante. È inoltre possibile che rilasci nel suolo composti allelopatici.

metodi di gestione

Gli interventi meccanici, come il taglio o la capitozzatura, risultano generalmente inefficaci se non accompagnati da azioni mirate sul sistema radicale, a causa della forte capacità di ricaccio.
Le strategie più efficaci prevedono l’integrazione di interventi meccanici e chimici, mediante l’applicazione localizzata di erbicidi sistemici su ceppaie o polloni.
In contesti selezionati e di piccola estensione può essere valutata anche l’estirpazione completa degli apparati radicali.

Scheda realizzata da: ISPRA